Il modello Campania del D.OR.

Due millenni di storia, un futuro costruito facendo sistema

I distretti industriali continuano a rappresentare uno dei principali fattori di competitività del Made in Italy. In un’economia sempre più globale, la capacità di concentrare competenze, filiere, innovazione e cultura produttiva all’interno di un territorio costituisce un vantaggio difficilmente replicabile. È questa la fotografia restituita dal XVIII Rapporto sui Distretti Industriali di Intesa Sanpaolo, che individua nei distretti un laboratorio permanente di sviluppo, capace di rinnovarsi senza perdere la propria identità.

Come ha osservato il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, «la creatività discende dall’immenso patrimonio culturale di cui l’Italia dispone», mentre «la capacità di fare è invece specifica e distinta per i singoli distretti». È proprio dall’incontro tra cultura, manifattura e innovazione che nasce uno dei principali punti di forza del sistema produttivo italiano.

È all’interno di questa cornice che si inserisce il Distretto orafo campano, costituito ufficialmente nell’aprile 2024 grazie al supporto della Regione Campania con l’obiettivo di individuare un interlocutore unico, credibile e autorevole che rappresentasse istituzionalmente le esigenze della filiera. 

La sua costituzione assume un significato che va oltre i confini regionali. Pur inserendosi nella storica geografia dei grandi poli orafi italiani, il Distretto campano è oggi l’unico formalmente costituito secondo il modello regionale dei distretti produttivi, con il compito di rappresentare istituzionalmente l’intera filiera e promuoverne la crescita attraverso una strategia condivisa.

Il presupposto è chiaro: la competitività non dipende più soltanto dalla qualità delle singole imprese. Oggi si costruisce attraverso reti, servizi, formazione, innovazione e rappresentanza. In altre parole, facendo sistema.

A sintetizzare questa visione è Vincenzo Giannotti, presidente del Distretto orafo campano:

«Il Distretto orafo campano è un patrimonio di competenze e di opportunità che appartiene non solo alla filiera orafa regionale, ma all’intero sistema del Made in Italy. Il principale valore del Modello Distretto consiste nella partecipazione piena e consapevole di tutti i suoi attori a un processo di crescita condiviso, nel quale responsabilità e partecipazione diventano strumenti per definire strategie e azioni comuni. Il percorso compiuto finora rappresenta soltanto l’inizio di un’evoluzione che ha già dato i primi importanti risultati e che punta a costruire un’innovazione di sistema durevole, attraverso un piano di sviluppo oggi all’attenzione della Regione Campania.»

Per la Campania questa scelta significa valorizzare un patrimonio produttivo che affonda le proprie radici in oltre due millenni di storia. Dall’oreficeria napoletana alla tradizione del corallo e del cammeo di Torre del Greco, fino allo sviluppo del polo produttivo di Marcianise, il territorio ha costruito un’identità riconosciuta nei principali mercati internazionali. Il Distretto nasce proprio con l’obiettivo di trasformare questa eredità in una leva di crescita, mettendo a fattor comune competenze, relazioni e progettualità.

Il sistema riunisce quattro realtà che rappresentano le diverse anime del comparto: il Centro Orafo Il Tarì, Oromare, il Consorzio Antico Borgo Orefici e il Consorzio del Corallo e Cammeo di Torre del Greco. Insieme costituiscono una filiera composta da oltre 650 imprese tra produzione, distribuzione e servizi, alla quale si aggiungono circa 1.300 punti vendita, pari a circa il 15% del dettaglio orafo italiano. Numeri che collocano la Campania tra i principali poli nazionali del settore e confermano il peso economico di una filiera capace di coniugare tradizione manifatturiera, creatività e competitività.  Anche i protocolli di collaborazione con Confindustria Federorafi, Federpreziosi Confcommercio e CNA si inseriscono in questa logica, favorendo il dialogo tra i principali attori del sistema e contribuendo alla costruzione di politiche condivise per il settore.

Questa visione trova piena espressione anche nella partecipazione a Confindustria Federorafi, della quale il comparto campano è socio effettivo dal 2022 attraverso Confindustria Campania/Caserta. Un ruolo che consente al Distretto di contribuire alla definizione delle strategie di sviluppo dell’intero settore e di portare la voce della Campania nei principali tavoli istituzionali dedicati alla politica industriale del gioiello. Una rappresentanza solida che consente di tutelare le aziende ed anche di rafforzare il peso politico nazionale della Regione.

L’internazionalizzazione rappresenta uno degli ambiti nei quali il modello di governance del Distretto esprime il proprio maggiore valore. Oggi la presenza sui mercati esteri richiede infatti una massa critica che difficilmente le singole imprese possono costruire autonomamente. Da qui la scelta di sviluppare azioni coordinate di promozione, partecipazione alle principali fiere internazionali, con collettive di imprese, azioni di promozione e significativi contributi economici, missioni commerciali e incontri B2B realizzati insieme a ICE Agenzia, Regione Campania e Camere di Commercio Italiane all’Estero.

Manifestazioni come Open e Jewels of Campania rappresentano la naturale evoluzione di questa strategia: non semplici eventi espositivi, ma strumenti di posizionamento internazionale del brand Campania in grado di coinvolgere tutti gli attori del Distretto.

I risultati di questo lavoro condiviso sono già tangibili, come sottolinea Vincenzo Aucella, presidente del Consorzio del Corallo e Cammeo Torrese:

«Il Consorzio Corallo e Cammeo Torrese è nato con due obiettivi: ottenere il riconoscimento IGP ed entrare nella rete d’impresa del Distretto orafo campano. Grazie al lavoro del D.OR. Campania siamo riusciti a ottenere finanziamenti regionali per sostenere la partecipazione delle imprese a fiere strategiche come Vicenzaoro, offrendo opportunità concrete sia alle aziende presenti nelle collettive sia a quelle già espositrici. Parallelamente è stato presentato un piano di sviluppo di lungo periodo per chiedere alla Regione investimenti strutturali destinati a rafforzare la competitività dell’intero comparto. In fondo, il principio è semplice: stare insieme per crescere insieme.»

Accanto all’export, il secondo investimento strategico riguarda il capitale umano. La competitività di una filiera manifatturiera dipende infatti dalla capacità di trasmettere competenze e preparare nuove professionalità in grado di interpretare i cambiamenti del mercato.

Su questo fronte il Distretto può contare su un sistema formativo di eccellenza, che comprende la Tarì Design School e l’Istituto Degni di Torre del Greco. A queste realtà si affiancano le collaborazioni con l’Università Parthenope e con l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, impegnate nella progettazione di nuovi ecosistemi dedicati all’innovazione e alla valorizzazione delle produzioni orafe territoriali.

Nella stessa direzione opera la Fondazione Il Tarì che, sotto la presidenza di Antonio Marchiello, promuove percorsi di alta formazione e specializzazione finalizzati a rafforzare le competenze delle nuove generazioni di imprenditori, designer e professionisti del settore. Tra i primi obiettivi della Fondazione, il progetto di Borse di studio “Matteo Treglia”, destinate agli allievi più promettenti delle Scuole del Distretto, per accompagnarli in un percorso di perfezionamento teorico e pratico, di design e management, destinato a supportare una nuova generazione di imprenditori, che sappiano innovare in modo significativo l’identità del gioiello campano. Un vero e proprio circolo virtuoso che punta ad una formazione trasversale, legata non solo al territorio di appartenenza, bensì alla condivisione delle esperienze delle nuove generazioni che emergono dai vari poli.

Innovazione, sostenibilità, formazione e internazionalizzazione non rappresentano quindi obiettivi distinti, ma le componenti di un’unica strategia di sviluppo. Una visione programmatica che punta a reagire alla crisi economica che colpisce il mondo intero.

Più che un punto di arrivo, il Distretto orafo campano rappresenta oggi un cambio di visione. La sua ambizione non è soltanto valorizzare una tradizione produttiva già riconosciuta nel mondo, ma dimostrare come un patrimonio di storia, competenze e cultura manifatturiera possa trasformarsi in un moderno modello di sviluppo per l’intero comparto.

Una prospettiva condivisa anche da Gennaro Mincione, amministratore del Centro Orafo Oromare, che guarda al futuro del Distretto con fiducia:

«Oggi il D.OR. Campania rappresenta un ecosistema eterogeneo e dinamico, espressione delle differenti identità e storie dei suoi protagonisti: Il Tarì, Oromare, Borgo Orefici e Torre del Greco. Nonostante le difficoltà del momento e un contesto geopolitico internazionale particolarmente complesso, la nostra programmazione prosegue con nuovi progetti che saranno definiti nei prossimi mesi.»